
Omero |
Periodo preistorico
I fatti che avvennero in tempi assai remoti non si conoscono.
NellOdissea (libro IX), Omero fa approdare Ulisse nell'isola delle capre
(Aegades) e descrive i caratteri naturali dell'isola con tale chiarezza che la somiglianza
all'isola attuale riesce perfetta.
Si ritiene che i primi abitatori della Sicilia furono i Feaci (marinai) e i Lestrìgoni
(agricoltori) venuti dall'Epiro via mare. Essi abitarono a Favignana probabilmente in
caverne delle quali si ha traccia in prossimità di S. Nicola.
Sicani, Siculi, Cumani
I Sicani vennero in Sicilia verso il 1200 a.C. La loro venuta fece cambiare la
denominazione di Trinacria in Sicania e poi in Sicilia con la venuta dei Siculi dalla
valle del Tevere.
La leggenda narra che in quel periodo Ercole Tebano fondò nella valle del Lilibeo la
città di Mozia ove lasciò una colonia Fenicia. Si pensa che questi Fenici presero dimora
anche a Favignana (Katria).
Molti anni dopo l'invasione del Siculi, l'isola venne occupata dai corsari di Cuma, ladri
di mare; furono questi i primi Greci che posero piede in Sicilia e ne impedirono la venuta
di altri popoli.
Gli ateniesi nel 415 a.C. mandarono una poderosa flotta in Sicilia agli ordini di Nicio di
Lamaco non tanto per proteggere Segesta contro le aggressioni di Selinunte e Siracusa, ma
per la speranza di conquistare tutta l'isola.
Essi combatterono con alterne vicende contro i Cumani, ma perché la Sicilia non venisse
sottoposta ad una dominazione prepotente i siciliani chiamarono in aiuto i Cartaginesi.
Periodo cartaginese
I Cartaginesi verso l'anno 400 a.C. cominciarono l'invasione della Sicilia, interamente
compiuta, fatta eccezione di Siracusa e Messina, capisaldi difesi dai Mamertini. E
assai probabile che i Cartaginesi siano venuti a formare anche una piccola colonia a
Favignana, poiché essa, con Mozia, costituiva una specie di avanguardia della Sicilia.
La disfatta dei Cartaginesi nella prima guerra punica (264-241 a.C.) lasciò un ricordo
storico a Favignana.
L'anno 250 a.C. il Senato cartaginese all'avviso dell'assedio del Lilibeo da parte dei
Consoli C.A.Regolo e L.M.Vulso e gli sforzi del capitano Imileone per impedire ai romani
l'ingresso in città, spedì soccorso di uomini e di frumento a mezzo di cinquanta navi al
comando di Annibale. Questi diresse la flotta a Favignana e da questa isola a vele
spiegate forzò il blocco del nemico che assediava il Lilibeo.
Nel 246 a.C. la flotta cartaginese comandata da Annone era appostata presso l'isola di
Hiera (Marettimo) per approfittare del vento e correre su Trapani per liberare l'esercito
di Amilcare Barca bloccato sul monte Erice.
In prossimità di Favignana la flotta cartaginese fu intercettata da quella romana e
distrutta: la prima guerra punica ebbe fine con la pace conclusa nel 241 a.C. .
Anche nella seconda guerra punica (219-201 a.C.) le acque di Favignana furono teatro di
diverse battaglie e restò celebre il seno di Cala Rossa in Favignana per il ricovero
offerto alle navi romane.
Periodo romano
Distrutta Cartagine, la Sicilia divenne provincia romana e venne oppressa e sfruttata dai
pretori che si succedettero, in special modo da C.Licinio Verre contro cui M.T.Cicerone,
allora questore in Sicilia, fece diverse orazioni in Senato.
Durante l'impero romano e sotto la dominazione di imperatori tiranni, Favignana vide le
sue prime carceri, le quali erano costituite da un sistema di caverne.
A quellepoca nessun fabbricato esisteva nellisola (né ne esistettero sino al
secolo XVII): i pochi abitanti vivevano nelle grotte come trogloditi.
Periodo saraceno
La caduta dell'impero romano, la venuta dei Vandali (lanno 440), dei Goti e di tutti
gli altri barbari, furono seguite dalla venuta dei Saraceni in Sicilia. Essi erano arabi
di origine africana che, venuti nell'isola ai primi del IX secolo, si resero padroni della
Sicilia nell' 878 con la presa e l'incendio di Siracusa.
Il governo dispotico dei Saraceni condusse presto la Sicilia in miseria grandissima per la
cupidigia degli emiri che la governarono.
A Favignana, in relazione ai ruderi che ancora avanzano, si ritiene che nella zona della
Torretta doveva esservi una torre fabbricata dai Saraceni per garantire l'isola da
invasioni e che alla stessa epoca risalgono le torri trasformate in seguito a castelli di
S.Caterina e di S.Leonardo. Queste dovevano costituire le difese dei Saraceni e da esse
dovette aver origine lo stemma del comune di Favignana: tre torri sulla quale poggia un
uccello rapace (il nemico).
I Saraceni furono completamente debellati dalla Sicilia nel 1090 ad opera dei Normanni.
Periodo normanno
I Normanni (uomini del nord) assoggettarono la Sicilia diffondendovi il
feudalesimo.
A Favignana di tale dominazione non si ha alcuna traccia.
Ruggero, re dei Normanni, fece trasformare due delle tre torri in fortezze (S.Caterina e
S.Leonardo). Fece costruire pure la fortezza di S.Giacomo e non ebbe cura della Torretta
divisando lisola ben difesa.
I Normanni regnarono in Sicilia per 134 anni.
Gli Svevi
Gli Svevi regnarono in Sicilia dal 1195 fino al 1268, anno in cui l'ultimo rampollo
(Corradino di Svevia) fu decapitato in Piazza del Mercato (oggi Carmine) a Napoli.
Gli Angioini
Spenti gli Svevi, il regno fu conquistato dagli Angioini. Il regno di Carlo dAngiò
non fu che una continua espoliazione per parte dei ferocissimi soldati provenzali, mandati
in Sicilia al comando di baroni francesi. Lisola era abbandonata allarbitrio
dei suoi governanti che loppressero con tasse e balzelli.
Il modo licenzioso col quale i francesi trattavano le nostre donne, irritava sempre di
più, ed era desiderata e cercata unoccasione per romperla con i francesi.
In uno scoglio di Trapani, detto volgarmente "del mal consiglio", si riunirono,
dopo segreti accordi, il trapanese Palmerio Abate, signore di Favignana e di Carini,
Giovanni da Procida, Alaimo da Lentini, signore di Ficarra, Gualtiero da Caltagirone ed
altri pochi magnati dell'isola, per trattare di abbattere il governo angioino.
Essi intendevano offrire la corona a Pietro III, re di Aragona e marito di Costanza,
figlia di Manfredi, e cioè a quelli che Corradino di Svevia prima della sua morte aveva
indicato come legittimi successori della corona del Regno di Sicilia.
Il 31 marzo 1282 avvennero i Vespri.
Nel citare il convegno "del mal consiglio" è stato nominato Palmerio Abate,
signore di Favignana.
Palmerio Abate ricevette la signoria di Favignana dalla casa Sveva alla quale era molto
affezionato .
Egli mal sopportava il dominio degli Angiò e fu tra i primi a cospirare contro di loro.
Gli Aragonesi
Passato il regno nelle mani di Pietro d'Aragona, Palmerio Abate ebbe confermata la
signoria di Favignana.Gli succedettero i fratelli Nicolò e Riccardo Abate. Questi, con
privilegio di Pietro II d'Aragona dato a Messina il 29 novembre 1341, ebbero concessa,
unitamente al dominio di Favignana, la facoltà di fornire detta isola di due tonnare,
chiamando l'una di S.Leonardo e l'altra di S.Nicolò.
Tutti i diritti sull'isola andarono perduti con la confisca nel 1397 e Favignana,
incamerata prima nel demanio della Regia Curia, passò poi con tutte le sue pertinenze
sotto la signoria di Aloisio de Carissimo da Trapani. Dal 1416 la Sicilia cominciò ad
essere governata dai viceré spagnoli. Da allora lisola venne travagliata da
insurrezioni, patiboli, prigionie e ruberie dovute al malgoverno. La Sicilia inoltre in
questo periodo ebbe molto a soffrire per la pirateria dei mori. Per combattere tale
scorrerie dei corsari venne dato ordine di costruire delle torri di guardia e dei castelli
in vicinanza delle spiagge. A Favignana Andrea Riccio (Carissimo) verso il 1498 rifece a
nuovo il castello di S.Caterina e quello di S.Giacomo.
Nel 1516 Ugone di Moncada, già viceré in Sicilia, al comando di unarmata navale
destinata ad arginare le continue scorrerie dei corsari dAfrica, dopo unaspra
battaglia contro la flotta turca, fu sorpreso da una forte tempesta e si rifugiò, con
più di 14.000 uomini, a Favignana compiendovi gravi saccheggi.
Nel 1590 Favignana veniva assegnata da Filippo II ai baroni Filingeri.
Verso la metà del XVII secolo l'isola apparteneva a Giacomo Brignoni genovese, e infine
la Regia Corte sotto il governo di Filippo III la vendette, l'11 aprile 1640, insieme a
Marettimo e Levanzo con le tonnare e la signoria del Mare dei Porci per il prezzo di 500
mila scudi a Camillo Pallavicino.
Le isole Egadi per privilegio del re Filippo III in data 22 marzo 1651 furono erette a
Contea sotto il titolo di Favignana.
Nel 1688 la casa regnante ritenne opportuno rivedere il contratto di vendita delle isole
fatto ai Pallavicino, specialmente per conservare il diretto dominio dei castelli e delle
fortezze di Favignana e Marettimo.
A questi ultimi infatti attribuiva molta importanza per la difesa dell'isola, e nell'atto
di transizione che ne seguì si riservò ogni diritto su di essi obbligando i Pallavicino
a non fare concessioni enfiteutiche di terreni senza l'approvazione della Regia Corte.
Questa clausola aveva per fine d'impedire che sorgessero fabbricati dirimpetto al castello
di S.Giacomo che togliessero la visuale del mare e la libera via ai tiri dei cannoni.
In conseguenza di tale intento la nuova chiesa parrocchiale della Immacolata Concezione di
Maria Vergine, attuale madrice, venne fabbricata all'angolo e non al centro della piazza.
Essa fu costruita dai Pallavicino dietro istigazione del re, contenuta nell'atto di
trascrizione, poiché l'antica parrocchia di S.Giacomo entro il castello omonimo non era
più sufficiente, dato l'accrescimento della popolazione. Tale chiesa, ultima nel 1764,
venne elevata a dignità di arcipretura.La dominazione degli spagnoli durò per più di
quattro secoli lasciando molte tracce in tutta l'isola.
I Borboni
Nel 1735 l'infante Carlo di Borbone, per l'astuzia della genitrice Elisabetta
Farnese, moglie di Filippo V, si assise sul trono del Regno delle due Sicilie.
Ci è nota la condotta dei regnanti borbonici e le carceri di Favignana e Marettimo ne
sono valide testimonianze.
Nel 1858 furono rinchiusi nel castello di S.Caterina Giovanni Nicotera con altri
componenti della sfortunata spedizione di Sapri capitanata da Carlo Pisacane.
Guglielmo Pepe, generale dei moti del 1820, fu imprigionato nella fossa di Marettimo.
Nel 1874 Vincenzo Florio prendeva possesso delle isole Egadi e dei loro mari acquistandole
dal marchese Pallavicino Rusconi. Con tale acquisto non ebbe che la nuda proprietà di
esse e delle tonnare, con esclusione dei castelli e dei terreni demaniali, essendo stati
aboliti i diritti di feudo e le investiture prima consentite.
I fabbricati a Favignana cominciarono a sorgere con le concessioni enfiteutiche dei
Pallavicino prima e dai Florio dopo, ed essi si svilupparono da principio nel rione di
S.Anna.
Giovanni Torrente 1998
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